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mercoledì 30 dicembre 2015

L'INDULGENZA NON E' UNA TREGUA


Pubblichiamo il numero di Gennaio 2016
di "Radicati nella fede"

L'INDULGENZA NON E' UNA TREGUA




L'INDULGENZA NON E' UNA TREGUA
Editoriale di "Radicati nella fede" - Anno IX n° 1 - Gennaio 2016

  Perché la Chiesa ha fatto gli Anni Santi, perché ha pensato ai Giubilei con le loro indulgenze plenarie? Semplicemente perché gli uomini devono tornare a Dio, allontanandosi dal peccato che causa loro la morte eterna. Non c'è altra ragione, non ce n'è proprio un'altra!

  Si assiste a una strana insistenza sulla misericordia di Dio, che suona straniera, molto straniera ad orecchie cattoliche. Si sente parlare del Signore che perdona sempre, ma questa insistenza non è mai preceduta e accompagnata dal ricordo della gravità del peccato, con le sue mortali conseguenze.

  È la solita storia: si prendono verità cattoliche, le si isolano da tutto il resto, trasformandole così in qualcosa d'altro. È la tecnica per fondare una nuova Chiesa, la chiesa dell'umanità che non è più la Chiesa di Cristo.

  E tutto questo ha qualcosa di illogico, di non ragionevole: perché mai il Signore ti accoglierebbe con misericordia, se non perché tu hai bisogno di essere strappato dal peccato e dalla morte?

  Ma no! oggi va di moda, e proprio nella Chiesa, parlare della bontà accogliente di Dio, senza richiamare la gravità del peccato, di ogni peccato. Anzi, chi ancora nella Chiesa si attarda a denunciare il male e la sua gravità, viene visto come nemico della misericordia di Dio, da eliminare come falso apostolo, affinché la bellezza della “nuova chiesa” possa finalmente risplendere.

  Quanti disastri morali si compiranno in questo Anno Santo, se non si tornerà alla Misericordia vera, quella di Cristo, che accogliendoti in pianto per i tuoi peccati, ti perdona e ti dice “d'ora in poi non peccare più”.

  La misericordia di Dio, quella di Cristo, non può mai essere disgiunta dalla condanna ferma del peccato, di ogni peccato. Anzi, è proprio insegnando la gravità del peccato che la Chiesa ha sempre aperto i cuori alla vera misericordia di Dio.

  Il beato Cardinal Newman ha parole impressionanti proprio sulla necessità della condanna severa del peccato. Parlando del compito dottrinale della Chiesa così si esprime:

  “Anzitutto, la dottrina del maestro infallibile deve iniziare da una vibrata protesta contro lo stato attuale dell'umanità. L'uomo si è ribellato al suo Creatore. Questa ribellione ha provocato l'intervento divino; e la denunzia della ribellione dev'essere il primo atto del messaggio accreditato da Dio” (Apologia pro vita sua, cap. V).

  Non c'è che dire, il grande Cardinal Newman, spacciato troppe volte per anticipatore della confusione conciliare, su questo è chiaro: la ribellione dell'uomo a Dio va denunciata, e questa denuncia sta all'inizio del parlare della Chiesa, viene prima di tutto, con essa incomincia tutto!

  Ma continuiamo con Newman:
  “La Chiesa deve denunciare la ribellione come il più grave di tutti i mali possibili. Non può scendere a patti; se vuole essere fedele al suo Maestro, deve bandirla e anatemizzarla” (ibid.)

  Altro che la confusione che ci circonda e ci sommerge! Altro che questa confusione seguita al sinodo sulla famiglia, che ben ha preparato la confusione del giubileo.

 La mancanza della denuncia del peccato è di fatto un scendere a patti col peccato; così è percepita dai più. È colta come una tregua, come una rinuncia della Chiesa alla lotta contro il male e il demonio. È colta come un cambiamento di morale, come un depennare alcuni comandamenti dal decalogo, per far tregua con il mondo che non vuole cambiare.

  Sì, si rischia di intendere l'Anno Santo, con la sua misericordia “larga”, come una grande tregua al peccato, che prelude alla nascita di una nuova chiesa pacificata col mondo moderno, che di cambiare non ne ha proprio voglia: che illusione mortale!

  Illusione mortale, quella di pensare di conquistare il mondo con un perdono che non richiede il dolore del peccato e il proponimento di non commetterlo più! Illusione mortale, quella di pensare di riempire le chiese non chiedendo più niente alle anime. Illusione mortale, quella di pensare di spalancare le porte a tutti senza chiedere nulla: entreranno forse in molti, ma occuperanno una chiesa debole, che si trasformerà in loro; e dopo averla resa simile alla loro casa confusa da cui provenivano, la rigetteranno per l'ennesima volta come una chiesa inutile.

  Ma sì!: cosa se ne fanno gli uomini di una chiesa che benedice senza avere più la voglia di convertire? Cosa se ne faranno di una chiesa che ha rinunciato alla grande opera di Cristo, quella di salvare le anime, suscitando e consacrando con la Grazia la loro vera conversione? Cosa se ne faranno di una chiesa che, infedele al suo maestro, si vergogna di ripetere le sue parole sante: “Va, i tuoi peccati sono perdonati, e d'ora in poi non peccare più, perché non ti capiti qualcosa di peggio” ?

  Ma ascoltiamo ancora il grande Henry Newman:
  “La Chiesa cattolica pensa sia meglio che cadano il sole e la luna dal cielo, che la terra neghi il raccolto e tutti i suoi milioni di abitanti muoiano di fame nella più dura afflizione per quanto riguarda i patimenti temporali, piuttosto che una sola anima, non diciamo si perda, ma commetta un solo peccato veniale, dica una sola bugia volontaria o rubi senza motivo un solo misero centesimo” (ibid).

 È ancora così la nostra coscienza cattolica? È inteso ancora così il compito della Chiesa?

  Carissimi, il compito della Chiesa non può cambiare, perché Cristo non cambia. Non fidiamoci dei falsi maestri che scambiano il perdono, l'indulgenza plenaria, con una “tregua” dal sapore troppo umano che sa di diabolico.

  La Chiesa è stata posta come baluardo per la salvezza delle anime dal male, dall'abisso del peccato.

  “All'intensità del male che si è impossessato del genere umano, è stato contrapposto un potere capace di fronteggiarlo; e il primo atto di questo potere istituito da Dio è ovviamente una sfida al nemico. Questo preambolo dà un senso alla posizione della Chiesa nel mondo, e dà una chiave per interpretare tutto il suo insegnamento e la sua condotta attraverso i secoli.” (ibid).

  Ecco perché una Chiesa che intende la misericordia come “tregua” è un puro non senso, è la distruzione della Chiesa stessa. Una Chiesa così ridotta non avrà più una posizione nel mondo... anzi, non l'ha già più.

  Preghiamo il Signore e la Vergine Maria, perché ci concedano pastori secondo il cuore di Dio, che non temano di fronteggiare il peccato, di porsi come sfida al nemico.

  E a noi tutti dia l'intelligenza per riconoscere pastori così.

lunedì 28 dicembre 2015

E' ENTRATO NEL TEMPO PER COMPIERE UN'OPERA


NATALE A VOCOGNO



E' NATO A BETLEMME 
PER TRASFORMARE LA TUA ANIMA

Video Omelia della Notte di Natale


Video Omelia del Giorno di Natale


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Video Santa Messa della Notte


Video Santa Messa del Giorno


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Le Foto

lunedì 21 dicembre 2015

SANTO NATALE A VOCOGNO - GLI ORARI DELLE FUNZIONI



SANTO NATALE 2015


Nell'intento di fare cosa gradita 

ai fedeli legati alla Messa Tradizionale 

pubblichiamo gli orari delle funzioni 

del Santo Natale 2015 
a VOCOGNO
e nella cappella 

dell'Ospedale di Domodossola


giovedì 10 dicembre 2015

L'IMMACOLATA E NON LO SCANDALO PER IL MALE


IMMACOLATA CONCEZIONE
DELLA B. V. MARIA

- Vocogno 2015 - 


Video Santa Messa cantata

Video Omelia
L'IMMACOLATA E NON LO SCANDALO PER IL MALE

Video Vespri cantati

domenica 6 dicembre 2015

VESPRI DELL'IMMACOLATA A VOCOGNO


IMMACOLATA CONCEZIONE
DELLA B. V. MARIA
  8 Dicembre
 
ore 15.30
CANTO SOLENNE DEI VESPRI
BENEDIZIONE EUCARISTICA


Come sempre ci sarà 
alle 10.30 la S. Messa cantata 
e alle 17.00  la S. Messa letta



lunedì 30 novembre 2015

LA GRAZIA E NON LA RIVOLUZIONE


Pubblichiamo il numero di Dicembre 2015
di "Radicati nella fede"

LA GRAZIA E NON LA RIVOLUZIONE




LA GRAZIA E NON LA RIVOLUZIONE
Editoriale "Radicati nella fede" - Anno VIII n° 12 - Dicembre 2015

  Il Natale cristiano pone il principio della grazia. Dio viene sulla terra, si fa uomo, per caricarsi del peccato degli uomini e pagare sulla Croce il prezzo del nostro riscatto.

 La redenzione è opera di Gesù Cristo, Dio fatto uomo; è opera del suo sacrificio, della sua Croce, che continua nel tempo con il sacrificio propiziatorio che è la Messa cattolica.

 Non ci possiamo salvare con le nostre forze, nessuno può riscattare se stesso; nessuno può, con la propria azione, darsi la vita eterna. Tutto il nostro desiderio di bene, fosse anche in noi sincero e puro, non ci salverà senza la grazia di Cristo, senza la grazia di Dio.

 Il principio della grazia non solo deve essere all'inizio di ogni nostra considerazione, ma deve essere il criterio di giudizio e il principio operativo di ogni azione che voglia dirsi cristiana, cioè vera ed efficace.

 Si susseguono in questi giorni le notizie di scandali continui in Vaticano e nella Chiesa, scandali che coinvolgono i Pastori del gregge di Dio; scandali che fanno male, che creano sconcerto e inciampo, e che rendono ancora più deboli difronte alle drammatiche violenze del terrorismo.

 Fermo restando che molto di ciò che è propagandato va verificato, ci sentiamo in dovere di dire una parola su tutto questo, una parola che pensiamo cristiana, e lo facciamo applicando, appunto, il principio della grazia.

 Occorre innanzitutto non cadere in una falsa analisi che nasce dal mondo e non da Dio: non è innanzitutto la Curia Romana ammalata che infetta la Chiesa, ma è la Chiesa ammalata, e gravemente da troppi anni, che ammala anche la Curia.

 Una Chiesa sconquassata dalla mancanza di dottrina chiara, che ha cullato al suo interno tanti covi di eresia, formale o meno non importa, ha prodotto i suoi Pastori, confusi e deboli.
 Una Chiesa che ha giocato con la morale, parlando di una facile misericordia che omette le conseguenze devastanti del peccato, ha espresso i suoi “quadri dirigenti” a sua immagine e somiglianza. Certo, nella Chiesa il male c'è sempre stato, è frammisto come la zizzania al buon grano, da sempre; Gesù ce lo ricorda nelle sue parabole (Mt 13, 24-30), ma come negare che ora la misura è veramente troppa?

 Una Chiesa, infettata dal desiderio di essere al passo con la modernità, ha prodotto una Curia mondana.
 Una Chiesa, preoccupata di un facile consenso, ha prodotto, troppe volte, Pastori dediti all'immagine e non alla sostanza della santità.
 Una Chiesa, americanizzata nell'attivismo (che si chiama appunto “Americanismo”, vedi Enciclica di Leone XIII), ha prodotto Pastori che hanno fatto delle “pubbliche relazioni” un sostitutivo alla preghiera e alla penitenza, che sole hanno valore di intercessione.

 Insomma, una Chiesa moderna, sì tanto moderna, produce una Curia mondana, troppo e solo umana.
 E l'umano, lasciato a se stesso, produce peccato, di ogni genere.

 Dobbiamo però stare attenti, molto attenti: non possiamo assumere, per reazione, un criterio protestante per riformare la Chiesa. I Protestanti hanno preteso di riformare la Chiesa facendo battaglie “purificatrici”, attaccando i vertici, la Curia Romana, i Pastori, pensando così di inaugurare  una “nuova Chiesa”. Così facendo i Protestanti hanno di fatto distrutta la Chiesa e non hanno più ritrovato Cristo.

 E' il principio del Naturalismo, che pensa di purificare la casa di Dio con il mezzo umano della lotta alla struttura.
 E' il metodo che, inaugurato dall'eresia protestante, è passato poi ad ogni Rivoluzione: far fuori gli “impuri” per migliorare la società.

 E' il principio che fonda tutte le dittature, quelle di ogni colore, tutte iniziate per migliorare il mondo, per reagire alla corruzione.
 Basta però scorrere le pagine di qualsiasi manuale di storia per sapere, con certezza, che il “mondo migliore”, inaugurato da ogni Rivoluzione purificatrice, è sempre stato peggiore di quello di prima. Manca alla Rivoluzione il principio, il metodo della grazia: l'uomo nel suo orgoglio ferito vuole migliorare il mondo con le sue forze, ma finisce col distruggere l'opera di Dio.

 Il principio della grazia, inaugurato dal Natale di Cristo, pone invece all'inizio la santificazione personale.
 La Chiesa va male perché tu hai peccato. E' il tuo peccato che contribuisce al male del mondo; e sarà la tua conversione, la tua santificazione, che farà respirare la Chiesa e la purificherà.

 Anche qui stiamo attenti a non ricadere, anche desiderando la santità, nel Naturalismo: non ci saranno conversione e santità possibili se ci appoggeremo al solo nostro sforzo; occorre partire dagli strumenti della grazia che sono i sacramenti, accompagnati dall'unica dottrina di verità comunicata dalla Rivelazione.
 Non ci sarà santità possibile, continuiamo a ripeterlo, se non ai piedi del Calvario dove Cristo ci santifica.
 Non ci sarà purificazione possibile per la Chiesa, per te e per tutti, se non ai piedi del Calvario di oggi, che è l'altare dove è celebrato il Divino Sacrificio.

 La battaglia per la Messa tradizionale, che continuiamo a compiere, si inserisce in questo principio della grazia che, unica, salverà le anime.

 Voler purificare la Chiesa senza la Messa cattolica è una tragica illusione.

 Purificare la Chiesa senza tornare alla Messa di sempre, la Messa che ha fatto i santi, la Messa che non rincorre affannosamente la modernità, equivale all’errore di un nuovo Pelagianesimo, che produrrà cadaveri dove dovevano sorgere anime salvate dalla conversione.

 Che il Natale di Cristo faccia sorgere un popolo di umili che, riconoscendosi peccatori, si abbeverano alla grazia di Cristo.
 Faccia sorgere questo popolo per la pace di tutti; Pastori e gregge rinascano alla grotta di Betlemme, che è già Calvario, che è già il luogo della grazia che salva.

 Pastori e gregge rinascano nella Messa della tradizione, che parla con purezza della grazia che salva; e che dà le condizioni perché questa grazia produca i suoi frutti di santità.

 Allora sarà la Riforma, quella vera.

giovedì 26 novembre 2015

MARTIRI SONO SOLO QUELLI DI CRISTO - Santa Caterina 2015


MARTIRI SONO SOLO QUELLI DI CRISTO
Santa Caterina 2015



Video Omelia
"Martiri sono solo quelli di Cristo"


Video Santa Messa cantata


Video Vespri cantati


Le Foto





lunedì 16 novembre 2015

FESTA DI SANTA CATERINA V. M. A VOCOGNO


VOCOGNO
Domenica 22 novembre 2015

FESTA DI SANTA CATERINA V. M.
PATRONA

Santa Caterina V. M.

ore 10.30
Santa Messa cantata

ore 15.30
Vespri cantati
Benedizione Eucaristica


ore 17.00
Santa Messa letta

venerdì 30 ottobre 2015

"CHE COSA MAI POSSIEDI CHE TU NON ABBIA RICEVUTO?": AMA LA CHIESA!



Pubblichiamo il numero di Novembre 2015
di "Radicati nella fede"

"CHE COSA MAI POSSIEDI CHE TU NON ABBIA RICEVUTO?": AMA LA CHIESA!





"CHE COSA MAI POSSIEDI CHE TU NON ABBIA RICEVUTO?": 
AMA LA CHIESA!
Editoriale "Radicati nella fede" - Anno VIII n° 11 - Novembre 2015
 
  Quanto più la crisi della Chiesa si fa terribile, vasta e profonda, tanto più occorre amare la Chiesa stessa.
  Quanto più aumentano gli scandali nella casa di Dio, tanto più bisogna amare la Chiesa.

  E questo amore deve essere molto concreto e operativo.

  Il dovere della reazione non va mai disgiunto da un amore profondo per la Sposa di Cristo, la Santa Madre Chiesa; e su questo nessuno può scherzare.

  D'altronde tu reagisci, domandi il ritorno della Chiesa alla sua Tradizione, riferendoti e utilizzando ciò che tu hai ricevuto dalla Chiesa stessa, la Tradizione appunto. Essere Cattolici tradizionali vuol dire fare proprio questo.

  La Tradizione è della Chiesa, non è tua.
  Non potresti appellarti alla Tradizione se tu non l'avessi prima ricevuta. Ma da chi l'hai ricevuta, se non dalla Chiesa stessa?
  Come non si può seguire Cristo senza la Chiesa, la crisi Protestante insegna, così non si può essere Tradizionali senza la Chiesa.
  I Protestanti pretesero di ricongiungersi a Cristo, saltando la Chiesa cattolica e la sua storia, e persero Cristo nelle nebbie di un mitico passato. I Tradizionali, se non continueranno ad avere un amore per la Chiesa potente fino al sangue, resteranno con una Tradizione vuota, fatta di rabbia e recriminazioni più o meno amare; ma una Tradizione senza la Chiesa non ha Cristo dentro.

  Si potrebbero applicare ai “tradizionalisti acidi”, non amanti la Chiesa, le parole di S. Paolo ai Corinti:
  “Che cosa mai possiedi che tu non abbia ricevuto? E se l'hai ricevuto, perché te ne vanti come non l'avessi ricevuto?” (1 Cor 4,7).

Sì, perché se è vero che sbaglia chi chiede un'obbedienza alla Chiesa, domandando di andare contro le verità della fede e della morale, domandando di andare contro il Vangelo e il dogma, o di dimenticarli; sbaglia ugualmente chi si attacca al dogma e al Vangelo, utilizzandolo contro l'unica Chiesa di Cristo.

  Rischiano questo secondo errore tutti quelli che, partiti per la difesa del cattolicesimo tradizionale, incominciano a disquisire se il Papa è o non è tale, su chi sia veramente il vescovo, o dove sussista veramente la Chiesa di Dio. Questi estendono la difesa della Tradizione a un campo che non compete loro, rischiando il pericolo gravissimo di porsi fuori della Chiesa.

  Dice il père Calmel “La Chiesa non è un'istituzione di questo mondo: discende dal Cielo, direttamente da Dio (…) La Chiesa è invincibile, anche se con figli soggetti alla sconfitta e spesso vinti e che tuttavia, finché rimangono nel suo seno, non saranno mai vinti irreparabilmente. Quando lo sono è perché si sono separati da lei (…) Essa resta la dispensatrice infallibile della salvezza, il Tempio santo di Dio. Coloro che l'abbandonano si perdono, ma essa non è mai perduta”. (R. T. Calmel, Breve apologia della Chiesa di sempre, pagg. 17 e 18)

  Insomma, la Chiesa è una e solo una. Non c'è una chiesa tradizionale e una chiesa modernista, c'è una sola Chiesa cattolica, i cui figli rischieranno di perdersi se la abbandoneranno, anche se con la scusa di difenderla.

  Basterebbe per capire questo, lo ripetiamo, il fatto che la Tradizione per cui lottiamo, l'abbiamo ricevuta dalla Chiesa, anzi è la Chiesa stessa.

  E la Tradizione, Vangelo – dogma – sacramenti – disciplina, non l'hai ricevuta una volta per tutte, continui a riceverla dalla Chiesa che è il Corpo Mistico di Cristo. E' chiaro quindi che, in ogni decisione e attitudine, devi salvare questa unità della Chiesa e con la Chiesa, senza mettere in dubbio la sua visibilità. Chi è Papa o vescovo, questo compete direttamente a Dio solo, e non a te. A te che hai capito la crisi della Chiesa, compete solo lo stare fermo nella sua Tradizione, in ciò che la Chiesa ha detto e fatto fuori da questi terribili momenti di apostasia. Dio si è rivelato, ti ha dato la ragione per riconoscere la sua rivelazione e per custodirla; non ti chiede di far politica ecclesiastica.

  Occorre evitare due estremi letali per la fede: l'“autoritarismo” o “obbedientismo” da un lato e il “sedevacantismo” dall'altro: entrambi portano a lungo andare all'ateismo, alla perdita della fede.
  Il primo fa stare dentro la Chiesa con una falsa obbedienza che non salvaguarda il Vangelo e i sacramenti; il secondo fa cercare una falsa chiesa alternativa: entrambi questi errori partono da una visione troppo umana della Chiesa, mancano entrambi di visione soprannaturale.

  Occorre essere autenticamente tradizionali: il tradizionale sta di fronte a Dio, custodendo con amore il tesoro della Chiesa; il sedevacantista, che si inventa un'altra chiesa o non sa più dove essa sia, sta di fronte a se stesso utilizzando le cose ricevute da Dio.

  Sempre père Calmel parla, con accenti commossi, dei veri cristiani, dei cristiani secondo la Tradizione, che custodiscono la fede amando immensamente la Chiesa:
  “Questi cristiani, che custodiscono la Tradizione senza nulla concedere alla rivoluzione, desiderano ardentemente, per essere pienamente figli della Chiesa, che la loro fedeltà sia penetrata di umiltà e di fervore; non amano né il settarismo, né l'ostentazione. Al loro posto, che è modesto e a stento tollerato, cercano di custodire ciò che la Chiesa ha trasmesso loro, ben sicuri che essa non lo ha revocato, e si sforzano, nel custodirlo, di salvaguardare lo spirito di ciò che custodiscono” (R. T. Calmel, op. cit., pag. 101).

  Preghiamo carissimi, perché in noi aumenti l'amore alla Chiesa una e visibile, quanto più diventano violente le ondate dell'apostasia.

martedì 27 ottobre 2015

CRISTO REGNI


SOLENNITA' DI CRISTO RE

Vocogno, Domenica 25 Ottobre 2015


Video Santa Messa cantata


Video Omelia di don Alberto Secci

Una festa contro la peste del laicismo, 
che si inventa un cristianesimo solo interiore.
 

sabato 17 ottobre 2015

CRISTO RE A VOCOGNO

Domenica 25 ottobre 2015

SOLENNITA' 
DI CRISTO RE



VOCOGNO
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ore 10.30
Santa Messa cantata

ore 15.30 
Esposizione del SS. Sacramento, 
S. Rosario, Litanie del S. Cuore 
e Atto di Consacrazione 
del Genere umano 
al S. Cuore di Gesù

ore 17.00 
Santa Messa letta

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lunedì 5 ottobre 2015

Fedeli ad una promessa - Oropa 2015


FEDELI AD UNA PROMESSA
Oropa 2015


 Il Pellegrinaggio ad Oropa è per noi l'obbedienza ad una promessa, quella della novena di nove anni.
 Nel 2020 cadrà il 5° Centenario della prima Incoronazione della Regina Montis Oropae, per questo abbiamo iniziato nel 2011 a compiere il gesto del Pellegrinaggio annuale.
  Per noi è tutta una domanda di grazia, coscienti che occorre mendicare a Dio e alla Vergine Santa la fedeltà alla Tradizione. La fede di sempre non rinascerà per una nostra agitazione, ma per l'umiltà di una preghiera sincera, rinascerà per grazia che viene dall'Alto.
 Ha capito questo chi è rimasto fedele al Pellegrinaggio di preghiera e di penitenza.
 Non l'ha capito chi, invece, vi ha cercato qualcosa d'altro.

Video S. Messa solenne



Video Omelia



Video S. Rosario



Le foto




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